9 febbraio 1983 – 9 febbraio 2010 Onore a Paolo Di Nella!
8 febbraio 2010 at 7:09 pm | In Senza Categoria | Leave a CommentSono passati molti anni da quella notte fredda, e molte cose sono cambiate. Ma non la nostra voglia di ricordare, di continuare a costruire il nostro futuro sull’esempio di Paolo.
DUE STORIE… PER NON DIMENTICARE!
La prima storia: un colpo alle spalle, una vile aggressione. Paolo amava il suo quartiere, e proprio in nome di questo amore aveva programmato una battaglia per l’esproprio di Villa Chigi, che voleva far destinare a centro sociale e culturale. Per far partecipare gli abitanti del quartiere a questa battaglia sociale, il 3 febbraio sarebbe dovuta cominciare una raccolta di firme degli abitanti della zona. Paolo, impegnato in prima persona nell’iniziativa, aveva dedicato gran parte della giornata del 2 febbraio ad affiggere manifesti che la rendevano pubblica. Dopo una breve interruzione, l’affissione riprese alle 22.00. Durante il percorso non ci furono incidenti, anche se Paolo e la militante che lo accompagnava, notarono alcune presenze sospette. Verso le 24.45 Paolo si accingeva ad affiggere manifesti su un cartellone, situato su uno spartitraffico di Piazza Gondar, di fronte a dove era situata la fermata Atac del 38. Qui sostavano due ragazzi che, appena Paolo voltò loro le spalle per mettere la colla, si diressero di corsa verso di lui. Uno di loro lo colpì alla testa. Poi sempre di corsa, fuggirono per Via Lagotana. Paolo, ancora stordito per il colpo, si diresse alla macchina, da dove la ragazza che lo accompagnava aveva assistito impotente a tutta la scena. Dopo essersi sciacquato ad una fontanella la ferita, ancora abbondantemente sanguinante, Paolo riportò in sede i manifesti e il secchio di colla. Verso l’1.30, rientrò a casa. I genitori lo sentirono lavarsi i capelli, muoversi inquieto e lamentarsi. Lo soccorsero chiamando un’ambulanza, che però arrivò quando ormai Paolo era già in coma. Solo nella tarda mattinata del giorno dopo, il 3 febbraio (tardi, maledettamente tardi per uno nelle sue condizioni), Paolo venne operato, e gli vennero asportati due ematomi e un tratto di cranio frantumato. Purtoppo, però, nonostante gli sforzi compiuti dai medici, la sera del 9 febbraio, dopo 7 giorni di coma, la solitaria lotta di Paolo contro la morte giunge al termine: alle 20.05 muore . La seconda storia: la nostra, nell’esempio di Paolo. E’ stato molto difficile superare i giorni successivi alla morte di Paolo senza lasciarsi trasportare dalla rabbia e dal dolore per la morte di un fratello, ucciso vigliaccamente da un colpo alle spalle. Per chi ha diviso con Lui la militanza quotidiana, non farsi trasportare dalla spirale di tensione di quei momenti non è stato semplice. Il Fronte della Gioventù però ci riuscì è trasformò il furore di allora in lucida determinazione a non arrendersi, ad insistere nella decisione di mettere in pratica una “vendetta” molto particolare: trasformare in realtà i sogni, gli ideali ed i progetti di Paolo. Ed oggi, sebbene molte cose siano cambiate, quello spirito è rimasto lo stesso. Anzi è divenuto più forte, alimentato dall’amore di chi ha portato avanti le nostre idee quando questo significava rischiare tutto e dall’entusiasmo che l’esempio di Paolo ha acceso negli occhi di molti ragazzi che hanno cominciato a fare politica dopo il suo sacrificio. E quella vendetta che allora si decise di portare avanti ha dato i suoi risultati, che sono andati oltre ogni aspettativa. Quella vendetta infatti si attua ogni volta che uno di noi, entrando a far parte di un qualsiasi livello delle istituzioni, facendo politica nelle scuole o attività per le strade dei nostri quartieri, riesce a dare vita a quello in cui crede, a quello in cui credeva anche Paolo. E allora ogni assemblea d’istituto che riusciremo ad ottenere, ogni parco che riusciremo a far destinare a verde pubblico, ogni proposta di legge che riusciremo a far approvare, ogni battaglia culturale e sociale che porteremo avanti, sarà come far rivivere Paolo. O meglio, sarà come se non se ne fosse mai andato, perché riuscirà, attraverso di noi, a realizzare quello in cui ha sempre creduto, fino al sacrificio estremo.
E’ difficile parlare di Paolo, che ha dato la vita per quell’Ideale in cui tutti crediamo, che è stato capace di sacrificare la propria giovinezza in nome di qualcosa di più alto, di più luminoso, di più vero. E’ difficile perché qualunque parola sembra inappropriata se usata per descrivere il gesto di un ragazzo come noi, che per il solo fatto di aver scelto la strada più dura, è morto a vent’anni. E’ difficile perché di fronte al sacrificio estremo spesso ci si sente estremamente piccoli e inadeguati e qualunque cosa si dica o si faccia sembra sciocca. E’ difficile, ma vogliamo provarci lo stesso, seguendo quel filo rosso che ci lega indissolubilmente a chi ha percorso prima di noi la strada sulla quale oggi stiamo camminando. Molti di noi hanno conosciuto Paolo solo ascoltando i ricordi di chi ha diviso con lui la militanza quotidiana, leggendo la sua storia, guardando negli occhi sua madre. Eppure possiamo dire di aver vissuto con Lui, perché dividiamo la stessa anima. Ecco perchè, come in tutti gli altri giorni della nostra vita, vogliamo dire a Paolo, e a tutti quelli che sono con lui in quella verde valle lontana e senza tempo, che noi ci siamo. Con tutte le nostre debolezze, con la stanchezza e lo scoraggiamento che a volte si fanno davvero pesanti, con i piccoli sacrifici di ogni giorno, che non sono niente se paragonati al loro. Ci siamo, e continuiamo, nel nostro mondo e nel nostro tempo, a percorrere la strada che prima di noi ha visto i loro passi svelti attraversare la vita, consapevoli del fatto che abbiamo scelto di vivere un ideale che va oltre il tempo e oltre la storia, un ideale che ha vissuto in loro e che ora vive in noi. Ci siamo, e sappiamo che in ogni semplicissimo atto della militanza di ogni giorno, come un’affissione, un volantinaggio, una riunione, un’assemblea, ci sono con noi anche loro. C’è chi il sangue è chiamato a versarlo tutto insieme e chi goccia a goccia: quando ci sentiamo stanchi e scoraggiati, quando ci assalgono i dubbi sulla scelta della militanza, sarà sufficiente pensare a chi, ragazzo di vent’anni come noi, ha versato il suo sangue tutto insieme e ci ha lasciato il dono più prezioso che si possa mai ricevere: un esempio da seguire.
BLOODY SUNDAY (30 Gennaio 1972- 30 Gennaio 2010)
30 gennaio 2010 at 4:55 pm | In Senza Categoria | Leave a CommentIl 30 gennaio 1972 un plotone di paracadutisti inglesi del primo reggimento spara su una folla di pacifici manifestanti a Derry ( Irlanda del Nord): sono 13 i morti e molti i feriti di quella domenica di sangue. La manifestazione fu indetta per protestare contro la sostanziale mancanza di diritti civili, causata anche da pesantissime norme di polizia, come la reclusione preventiva senza termini temporali per il processo per chi era sospettato di essere un militante repubblicano. Ogni anno questa data viene ricordata a Derry con una marcia di commemorazione alla quale, oltre a migliaia di irlandesi, partecipano rappresentanze da varie nazioni europee e da tutto il mondo. La strage, che viene ricordata come “Bloody Sunday”, non ha avuto colpevoli ufficiali, poichè fu premiata la tesi secondo la quale i militari avrebbero risposto al “fuoco dei dimostranti”, ma è invece acclarato che questi ultimi non erano armati. Ancora una volta nella travagliata storia irlandese ci si trovò di fronte ad una distorsione della realtà, atta a nascondere le tragiche responsabilità della Gran Bretagna durante l’occupazione. La tragedia del “Bloody Sunday”, la quale segnò un ulteriore punto di svolta nella tragica storia della questione irlandese, consegnò infatti molti giovani patrioti repubblicani ad una scelta drammatica quanto inevitabile: rispondere con le armi, come i loro padri prima di loro, a chi, con le armi, negava loro la libertà e cercava lo sradicamento dell’identità del loro popolo. 38 anni fa morirono tredici innocenti e non furono né le prime né le ultime vittime dell’oppressione della Gran Bretagna a spese del popolo irlandese, un popolo fiero, che con sangue e sudore lotta da decenni per la libertà nella propria terra, pr le proprie tradizioni e per la propria cultura. Di tempo ne é passato; oggi la situazione nell’Irlanda del Nord è apparentemente normalizzata. Dopo più di trentotto anni di occupazione militare, il 31 luglio 2007 è stato formalizzato il ritiro delle truppe militari britanniche nelle sei contee ( Aontroim, Ard Mhacha, An Dùn, Fear manach, Tìr Eoghain, Doire) ingiustamente occupate. Ora, a seguito delle elezioni svoltesi l’8 marzo 2007, a Belfast si è instaurato un nuovo governo di coalizione. Ma, chi minimamente conosce la situazione NordIrlandese, sa bene che è una pacificazione di facciata, realizzata all’insegna di un falso e ipocrita buonismo incoraggiato da chi preme solo per il mantenimento dello status quo, alla faccia di chi, in anni di dura lotta, è passato atrraverso ingiustizie sociali, repressione poliziesca, ingiusti processi e carcerazioni, fino al sacrificio della vita. Ma nelle sei contee e in tutta l’Irlanda c’è ancora chi brandisce con orgoglio il vessillo della propria identità. E’ il popolo irlandese, quello vero, quello puro, quello ribelle, che con una tenacia d’altri tempi ancora lotta per la propria terra, per la propria gente e per la propria autodeterminazione; quello che non si è scordato di chi, con il sangue, ha lottato per vedere l’Irlanda unita, senza padroni stranieri: coloro che non hanno mai dimenticato il grande esempio di Bobby Sands, che dichiarò, poco prima della morte dopo 61 giorni di sciopero della fame nella prigione di Long Kes: “ Non mi è difficile morire, perchè morirò per i miei amici”. Fiduciosi che ancora oggi questi valori siano vivi e radicati, non possiamo che rimanere al loro fianco.
“SE NON RIESCONO A DISTRUGGERE IL DESIDERIO DI LIBERTA’ NON POSSONO STRONCARTI. NON MI STRONCHERANNO PERCHE’ IL DESIDERIO DI LIBERTA’ E LA LIBERTA DEL POPOLO IRLANDESE SONO NEL MIO CUORE. VERRA’ IL GIORNO IN CUI TUTTO IL POPOLO IRLANDESE AVRA’ IL DESIDERIO DI LIBERTA’. SARA’ ALLORA CHE VEDREMO SORGERE LA LUNA”
Bobby sands
Azione Giovani chiede una revisione degli orari di apertura al pubblico della biblioteca comunale
14 gennaio 2010 at 4:15 pm | In Senza Categoria | 2 CommentsInstancabili nel proporre iniziative sul territorio, i ragazzi di Azione Giovani Monterotondo, dopo aver raccolto il malcontento di molti studenti, si stanno rendendo testimoni di una nuova battaglia che ha come scopo principale l’adeguamento dell’orario di apertura al pubblico della biblioteca comunale. Ritenuto da molti “inesistente” in confronto agli orari di una biblioteca che si rispetti, l’attuale orario prevede l’apertura pomeridiana o mattutina il lunedì, il giovedì ed il venerdì e l’apertura congiunta (mattina e pomeriggio con la chiusura di quasi due ore durante l’ora di pranzo) il martedì ed il mercoledì. In passato i ragazzi di Azione Giovani avevano denunciato anche le carenze strutturali. “Sorvolando sulla struttura sufficiente ad ospitare davvero un esiguo numero di studenti, c’è un problema piuttosto urgente per cui abbiamo deciso di farci sentire: l’orario di apertura al pubblico – dice la vicepresidente di Azione Giovani Monterotondo Sabrina Gorini, la quale prosegue – è necessario un immediato adeguamento dell’orario con la garanzia, inoltre, che vi sia una copertura anche durante l’ora di pranzo. Una città a tutti gli effetti come Monterotondo deve adeguarsi alle esigenze che comporta una qualsiasi realtà cittadina. Non dimentichiamo poi che Monterotondo, al di là del numero di abitanti, circa 40mila, non può non considerare quegli abitanti, per così dire, “acquisiti”. Nel caso specifico mi riferisco ai molti studenti provenienti dai comuni limitrofi che ogni mattina si recano qui per andare a scuola. Ne risulta una “popolazione studentesca” maggiorata di cui si deve tener conto.”
“Molti studenti universitari – aggiunge ancora Sabrina Gorini – ci hanno confessato che spesso, per non rischiare di non trovare posto o per la semplice scocciatura che comporta il fare ‘avanti ed indietro’ per la chiusura durante l’ora di pranzo, preferiscono recarsi presso le proprie facoltà a Roma e studiare lì. Ciò è assurdo quanto inammissibile, a maggior ragione perchè si tratta di un’esigenza facilmente realizzabile nonché prioritaria rispetto ad altre realizzazioni o semplici proposte di carattere vagamente ludico portate avanti finora dall’Amministrazione locale. Abbiamo un’idea un po’ diversa riguardo alle politiche giovanili.” La vicepresidente conclude: “Sulla scia della nostra ultima denuncia contro il definanziamento dei fondi per il nuovo liceo Catullo, proseg uiamo le nostre battaglie a tutela della cultura e della sicurezza nelle scuole. Un aiuto ci verrà offerto dalla ‘nostra voce’ in Consiglio comunale, Fabio Federici. Il suo intervento in ambito istituzionale sarà determinante.”
Franco, Francesco, Stefano, Alberto… Presenti!
6 gennaio 2010 at 7:23 pm | In Senza Categoria | Leave a Comment
Il 7 Gennaio 1978 viene ricordato da ben 32 anni come la data di uno degli episodi più drammatici degli “anni di piombo” e della destra italiana: la strage di Via Acca Larenzia, nella quale furono uccisi tre giovani attivisti del Fronte della Gioventù, movimento giovanile del MSI. Appena usciti dalla sede, cinque giovani militanti di destra furono investiti dai colpi di diverse armi automatiche sparati da un gruppo di militanti di sinistra; uno di loro, FRANCO BIGONZETTI, ventenne iscritto al primo anno di medicina e chirurgia, fu ucciso sul colpo. Vincenzo Segneri, seppur ferito ad un braccio, riuscì a rientrare nella sede del partito, dotata di porta blindata, assieme ad altri due: Maurizio Lupini e Giuseppe D’Audino, rimasti illesi. L’ultimo del gruppo, FRANCESCO CIAVATTA, liceale diciottenne, pur essendo ferito, tentò di fuggire attraversando la scalinata situata al lato dell’ingresso della sezione ma, seguito dagli aggressori, fu colpito nuovamente alla schiena; morì in ambulanza durante il trasporto in ospedale. Nelle ore seguenti, col diffondersi della notizia dell’agguato, una sgomenta folla, composta soprattutto da attivisti missini romani, si radunò sul luogo. In seguito, per motivi ed in circostanze non chiari, scaturirono dei tafferugli che provocarono l’intervento delle forze dell’ordine con cariche e lancio di lacrimogeni. Per far fronte al tafferuglio creatosi, il Capitano dei Carabinieri Edoardo Sivori sparò ad altezza d’uomo, centrando in piena fronte il diciannovenne STEFANO RECCHIONI; il giovane morì dopo due giorni di agonia. Questa vicenda, purtroppo, ebbe un ulteriore strascico in occasione delle manifestazioni del primo anniversario. Il 10 gennaio 1979, infatti, scoppiarono di nuovo dei tumulti durante i quali l’agente di polizia in borghese Alessio Speranza sparò al diciassettenne ALBERTO GIAQUINTO, uccidendolo: successivamente l’agente fu prosciolto dall’accusa di omicidio. Un storia drammatica e beffarda, quella di Via Acca Larenzia, che a distanza di anni non riuscì a consegnare alla giustizia gli esecutori della strage. Furono accusati, infatti, cinque ex militanti di Lotta Continua, movimento extraparlamentare comunista. Tre di questi furono assolti, uno si suicidò in cella dopo l’interrogatorio mentre la quinta imputata rimase latitante, senza essere mai catturata.
“Io non chiedo la vendetta
non mi aspetto trasparenza
questa terra benedetta
non conosce la giustizia
Voglio solo ricordare
senza scomodare i morti
ma che almeno i nostri figli
non conoscano quei torti” (270 BIS)
ONORE A FRANCO, FRANCESCO, STEFANO, ALBERTO!
Azione Giovani Monterotondo approda su Youtube
24 dicembre 2009 at 2:12 am | In Senza Categoria | Leave a CommentDopo gli incredibili successi collezionati sul territorio, i militanti di Azione Giovani Monterotondo partono alla “colonizzazione” del web: le nostre manifestazioni, eventi, interviste, musica, documenti e tanto altro ancora saranno presto disponibili su Azione Giovani Monterotondo TV!
Stufi della solita televisione? La rivoluzione va in onda solo su AGMonterotondo TV!
VIENI A TROVARCI!
17 Dicembre 1989 – 17 Dicembre 2009 Azione Giovani Monterotondo ricorda la caduta del regime di Ceausescu
18 dicembre 2009 at 7:34 pm | In Senza Categoria | Leave a Comment
Timisoara e l’intera Romania celebrano i vent’anni dalla rivolta che portò al crollo del regime comunista di Ceausescu. Il 17 dicembre 1989, in risposta all’espulsione di un sacerdote ortodosso, la popolazione si riversò in strada. In breve le manifestazioni di solidarietà si trasformarono in dimostrazioni apertamente ostili al governo, estendendosi a tutto il paese. L’intervento della polizia in chiave repressiva costò la vita a decine di persone, in gran parte uccise dalle forze di sicurezza che aprirono il fuoco sulla folla. I fatti di Timisoara ebbero un effetto detonante, allargandosi in tutto il paese. Dal 21 dicembre la rivolta infiammò la capitale Bucarest, dove, nel giorno di Natale, al termine di un processo sommario, vennero uccisi il dittatore Ceausescu e sua moglie Elena. La morte del dittatore rumeno segnò la rinascita del popolo romeno sotto il profilo sociale, culturale e solo in parte economico. Infatti 24 anni di regime hanno indebolito fortemente il sistema economico della Romania, attualmente in forte crisi a causa del pesante debito che grava sui bilanci della nazione. A distanza di 20 anni Azione Giovani Monterotondo vuole ricordare il sacrificio di quanti, in nome dellla ribellione contro i regimi comunisti filo-sovietici, persero la vita per amore della propria patria .
Clamorosa manifestazione di Azione Giovani Monterotondo a favore degli studenti del Catullo
12 dicembre 2009 at 2:25 pm | In Senza Categoria | 2 Comments
Clamorosa iniziativa intrapresa Mercoledì 9 dicembre dai ragazzi di Azione Giovani Monterotondo, che in aula consiliare hanno protestato contro l’ennesimo dietrofront della Provincia di Roma sulla costruzione del nuovo liceo Catullo. L’occasione l’ha data la presenza a Monterotondo dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Roma, Stella, da mesi bersaglio di tutti gli studenti di Roma e Provincia a causa dell’ormai famoso definanziamento di alcuni interventi a favore dell’edilizia e sicurezza scolastica. Con una manifestazione pacifica e piena di ironia, i ragazzi di Azione Giovani Monterotondo hanno srotolato uno striscione che invitava a “ votare PD” alle prossime elezioni regionali, facendo intendere che si stava assistendo all’ennesima “presa in giro” di studenti e genitori, con la solita promessa da parte dell’amministrazione regionale di costruire il nuovo Catullo per meri motivi elettorali. I motivi della protesta li spiega il vicepresidente di Azione Giovani Monterotondo, Sabrina Gorini: “ Siamo stufi delle solite false promesse sul liceo Catullo. E’ da molti anni che assistiamo al balletto di promesse sull’inizio dei lavori che puntualmente non avviene. Prima di ogni elezione che interessa qualche candidato locale, si rinnova la promessa di inizio lavori per l’anno successivo, poi finita la tornata elettorale dove i membri del Pd prendono i voti, il Catullo ricade nel dimenticatoio. Ora basta, serve protestare, perché gli studenti sono stufi di essere presi in giro, soprattutto in una materia così delicata come quella dell’edilizia scolastica”. E’ un argomento che sta molto a cuore ai ragazzi di Azione Giovani Monterotondo, perché alcuni iscritti al movimento giovanile eretino vengono proprio dal Catullo, come la stessa Gorini: “ Sono stata per 5 anni studentessa al Catullo e conosco meglio di chiunque altro la situazione e le false promesse che si sono succedute in questi anni. Nessuno ha mai protestato e non si è ottenuto mai nulla. Abbiamo deciso allora, spinti da altri miei ex ed attuali colleghi del Catullo, di far sentire la nostra voce, per poter finalmente vincere una battaglia che altrimenti resterebbe di nuovo una vaga promessa”. Infine due parole la Vicepresidente di Azione Giovani le spende per il “trattamento” ricevuto dai ragazzi durante la manifestazione: “Siamo stati cacciati, e ci è stato impedito di intervenire al microfono, in nome di una democrazia che stento a definire tale. Ordinare, a suon di minacce, a dei ragazzi per lo più minorenni, di ripiegare lo striscione e di uscire fuori sembra avvicinarsi più a metodi propri di un regime totalitario che non ai tanto millantati metodi a cui vi si ricorre in una normale democrazia. C’è stato un vero e proprio assalto: qualcuno, aizzato dalle autorità presenti, si è parato davanti allo striscione per coprirne il contenuto; si è verificato inoltre il tentativo di bloccare una nostra ragazza che stava scattando qualche foto, come se tutto ciò che stava accadendo non si sarebbe mai dovuto apprendere al di fuori dell’aula. Non credevamo nemmeno noi di suscitare, con la nostra azione goliardica, una reazione così risoluta. Evidentemente, andando a denunciare verità molto scomode, siamo andati a battere sul cosiddetto “nervo scoperto”. Un applauso all’iniziativa portata avanti dai ragazzi di Azione Giovani, arriva anche dalle istituzioni, con il Consigliere Comunale del Pdl Fabio Federici: “ Complimenti ai ragazzi di Azione Giovani per la lodevole iniziativa che stanno portando avanti, in maniera isolata da oltre tre anni sul territorio di Monterotondo, a favore della sicurezza scolastica. Spero che tutte le persone interessate capiscano che deve ormai finire l’era delle promosse a solo scopo elettorale. Agli studenti e genitori del Catullo interessa solo che venga costruita la nuova struttura, dove i ragazzi possano studiare con serenità, in spazi sicuri, adeguati e con strumenti all’avanguardia. Spero che tutti gli studenti appoggino la battaglia di Azione Giovani, perché spiace che addirittura qualcuno per essere fedele alla linea dei propri “capi”, si è messo contro gli studenti di Monterotondo e Mentana solo per motivi elettorali. E’ più importante difendere i diritti degli studenti ed il futuro dei nostri ragazzi, che garantire qualche voto in più in vista delle elezioni. Quanto alla posizione di alcuni esponenti del Pd, devo dire che non la capisco. La protesta dei ragazzi di Azione Giovani si basa su atti che la stessa giunta a guida PD della Provincia di Roma ha fatto, che sono quindi scritti e leggibili. Basta avere anche internet ed andare nella sezione delle delibere dell’Ente Provincia di Roma. Non credo alla loro malafede, quindi presumo sia solo una svista, seppur grave ”.
10 Dicembre 2008 – 10 Dicembre 2009 Azione Giovani Monterotondo ricorda Bruna Carrara
10 dicembre 2009 at 7:51 pm | In Senza Categoria | 1 Comment
Azione Giovani Monterotondo ricorda con dolore la tragica scomparsa della concittadina Bruna Carrara, avvenuta all’alba del 10 dicembre 2008. Un tragico avvenimento che, a distanza di un anno, ci lascia ancora molto amareggiati e con molti interrogativi: poteva essere evitata una simile tragedia? Su chi ricadrà la responsabilità di quanto successo nel sottopasso di via Monte S.Ilario? In questa occasione non ci sentiamo di fare inutili polemiche, nè tantomeno di puntare il dito contro qualcuno. E nonostante in questi giorni stiano arrivando per alcune persone i primi avvisi di garanzia dalla Procura di Tivoli ( tra cui l’ex sindaco di Monterotondo Antonino Lupi), Azione Giovani Monterotondo spera solo che l’inchiesta venga conclusa quanto prima con un esito positivo, così da rendere giustizia ai familiari della nostra cara concittadina Bruna Carrara.
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